#I-Love-Sicily


anche per quest’anno le vacanze estive giungono al termine. Tutto tornato nella norma, la solita routine quotidiana: la sveglia alle sei, il prepararsi in fretta e furia per correre al lavoro, la metropolitana con i suoi volti imbronciati e i suoi fantasmi. Tutto come prima, ma devo ammettere che la Sicilia quest’anno e’ riuscita a regalarmi cose che negli anni precedenti non era riuscita a darmi. Amo quella terra, una terra ricca di colori caldi che si perdono con quelli del mare, i sapori decisi, ricchi, saporiti, ma sopratutto abbondanti. La gente locale deliziosa, cordiale, premurosa, calda (cosa che noi nordici possiamo solo sognare). Piena di storia, leggende e racconti antichi.img-20160817-wa0006-01-01

Ogni anno io e il mio compagno, per minimo due settimane, ci stacchiamo dalla vita frenetica di Milano, per lasciarci cullare dolcemente da quella che e’ la terra del mio promesso. Realmonte, un piccolo paesino dell’Agrigentino a cinque minuti dalla valle dei templi, con la casa di Luigi Pirandello, ma cosa più “faiga” attaccato alla famosissima e invidiata scala dei turchi. Un piccolo “paesello” dove non manca nulla. Realmonte ti fa tornare bambino negli splendidi anni ’80, dove ancora esistono le piccole botteghe e gli abitanti sfruttano appieno le risorse del posto: ricotta, olive, alici, pesce, carne, formaggi… il tutto per loro… ma anche, se non sopratutto, per voi.20150818_182112-01

Per me e per tutti i buongustai e’ realmente una tragedia. Dovete sapere che come minimo ogni anno metto su dai tre ai quattro KG. Ma non mi interessa, me ne frego altamente, non temo l’ago della bilancia, perché sono dell’idea che almeno durante le vacanze estive non ci debbano essere restrizioni. Ma poi come si fa? Come rinunciare a un Iris caldo appena sfornato (tipo krapfen, fritto e farcito con ricotta dolce di pecora), una Genovese (un grande raviolo di pasta frolla farcito con crema cotta), i Cannoli? Cioè capite che e’ INACCETTABILE una dieta in Sicilia. La mia mattinata tipo a Realmonte si svolge più o meno sempre nella stessa maniera: sveglia alle 9:30 che immancabilmente per pigrizia diventano sempre le 10:00, un caffè rigorosamente fatto con la Moka e poi direzione fratelli Cottone “Pupiju”. Ecco questa e’ la miglior pasticceria del paese, inutile star qua a raccontarvi di quanto siano cordiali, ma più che altro mi soffermerei sulla loro pasticceria/rosticceria. In vendita potete trovare tutto: pizze, focacce, arancini, mignolate, calzoni, ma anche cannoli, cartocci, genovesi, iris, brioches farcite al momento con crema calda (artigianale), gelati e granite. Ogni volta che entro in quell’angolo di paradiso ritorno bambino, mi appiccico letteralmente alla vetrina incominciando a sbavare perché “seriamente” sbranerei tutto. Mia suocera ogni volta mi schifa dicendomi “Ma quanto mangi?”. Tutte le mani occupate, ma il Dietor nel caffè sempre! Un’altra cosa che amo, e che se potessi farei diventare legge per tutti i ristoratori d’Italia, sono i ristoranti con menu a prezzo fisso che oscilla tendenzialmente dai 20 ai 35 Euro. Sicuramente molti di voi lamenteranno il fatto che “anche al nord ci sono”, li vorrei bloccare subito con un sonoro NO! Carissimi, io sono stato a Sciacca da “Badia grande” vi posso assicurare che e’ stata un’esperienza “drammatica”. L’ambiente si presenta rustico con sprazzi di eleganza qua e la, fanno da cornice quadri dipinti a mano, lampadari di cristallo con arredi elegantemente curati. Li’ non hai una scelta, ti siedi e mangi. Antipasto: merluzzetti fritti, cozze, insalata di polpo, polpettine di tonno, cous cous di mare. Primo: spaghetti alle vongole veraci, raviolini ai quattro formaggi. Secondo: filetto di orata al gratin, gamberoni grigliati. Dolce: gelato al pezzo. Acqua, vino e caffè. Tutto questo 25 Eurini, se ci pensate una miseria per tutte queste leccornie. Io sono di Milano vi garantisco che con 25 Euro qua vi mangiate una pizza. Detto ciò, tutto quello che riguarda il cibo in Sicilia gira su quest’onda. Perciò diciamo che mi auto-scuso per i miei dolci kg in più.1474558596085

Un’altra cosa che amo, sopratutto nelle donne Siciliane, e’ il culto per la casa. Io e il mio compagno siamo malati per la casa, ci piace dedicare del tempo a pulire, arredare, ordinare e pensare sempre a quella che potrebbe essere la futura miglioria per la casa. Io poi sono nordico, ma sotto questo aspetto incredibilmente “terrone”. Volete farmi felice? Non regalatemi vestiti, libri e quant’altro, ma regalatemi soprammobili, quadri, lampadari, mobili. Lo ammetto sono troppo “pacchiano inside”: riccioli, intarsi, oro, Barocco, Rococo’, fanno parte di me, le ceramiche tipo Leoni e Ghepardi sono miei. Perciò prendimi e lasciami al mercato che fanno il venerdì ad Agrigento. Ricordo nella maniera più simpatica l’incontro con “Giosy”, una donna sulla cinquantina, alta, magra e ben curata. Quando abbiamo bevuto insieme il caffè dovevate vedere come si fomentava a parlare del matrimonio di suo figlio, ma la cosa più simpatica e’ che, mentre sfogliava l’album di nozze, commentava nella maniera più teatrale le fotografie che la ritraevano nella sua casa, puntando il dito sulla vetrina ottocentesca, sull’acquasantiera, i quadri di ricami. Particolari, non per tutti, ma fatti per me. Come quando a Palermo entrai in un negozio di tendaggi che sinceramente era l’apoteosi di pizzi e merletti. Avete presente i tappetini per il bagno? Quelli per il bidet e il cesso? Ecco, perfino quelli avevano il bordo ricamato con pizzi e nastrini di seta. Baldacchini all’uncinetto pendevano dall’alto e la commessa elogiava queste tende quasi avessero vita propria. Per non parlare dell’arredamento moderno. Provate a parlare con una signora locale del design “moderno”, ma attenzione ai colpi di Lupara.la-vecchia-signora-di-106-anni-con-un-fucile-in-mano

L’Ospitalità e’ estrema. Abbiamo conosciuto questo signore di nome Franco (che poi si e’ scoperto essere un parente alla lontana), una persona squisita e molto simpatica. Ogni volta che decidevamo di fare una cena lui si metteva sempre in prima fila per cucinare, non gli interessava che fosse per una, due, quattro, dieci, venti persone, doveva essere lui! Cosi la prima cena fu una superba grigliata di pesce che io ho ADORATO, sulla griglia sfrigolavano tonno, calamari ripieni, ciuffetti di totano, orate ripiene, gamberoni. Mentre la seconda fu una tavolata di pizze, sfincioni, salsiccia con caponata, pollo arrosto con patate, tutto fatto tassativamente in casa per sei persone. Pensate che ebbe pure la cortezza di preparare due caraffe traboccanti di vino rosso (artigianale) con le pesche.20160825_202956-01

La cortesia e’ un’arte che i Siciliani hanno per natura, nel sangue. L’atto di cortesia ti può capitare ovunque: al mercato, in piazza, dal macellaio, al mare. Gente splendida che ha pronto un caffè per tutti. Non posso non parlare del mare, un mare incantevole, pulito, cristallino. E’ un piacere ritornare ogni anno e vedere che tutto rimane sempre come era stato lasciato. Ma del resto, come si fa a trattare male un mare cosi pacifico? La gente locale e i turisti hanno fortunatamente l’intelligenza di coccolare, amare quel mare che reputo sovrumano. Oramai sono cinque anni che la terra dei Ciclopi mi chiama a se’ e ogni volta mi sento di rispondere a questa patria “eccomi”, percio’ cara Sicilia ti saluto, ci rivedremo l’anno prossimo, ma nel frattempo mantieniti cosi dolce e bella.

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#chiamami-dott-stranamore


“L’amore è come un albero: germina da sé, getta profondamente le sue radici in tutta la nostra vita e continua spesso a verdeggiare sopra un cuore in rovina.”

Così, anche se sembro cattivo, malefico e acido. L’amore è quel sentimento che mi fa accapponare la pelle, ebbene sì, sono un sensibile, sono emotivo e basta davvero poco per farmi lacrimare come un bambino. Io sono uno di quelli che davanti ad un bacio, richiesta di matrimonio e riappacificazione “piange”. Per me l’amore è essenziale, se si può dire oserei vitale, ed è per questo che mi rammarico molto quando delle persone a me vicine si “lasciano – bisticciano”. Mi sento in dovere di aiutare, di far capire cos’è l’amore. Mi voglio mettere in mezzo, per me non vale la regola del “tra moglie e marito non mettere il dito”.

Ovvio che ci sono delle Eccezioni, perché un amico può arrivare fino ad un certo punto, dopodiché esiste il libero arbitrio, mi spiego meglio; tu puoi aiutare, consigliare, alleviare il dolore, puoi anche tentare di fare capire il perché, ma non puoi avere l’arroganza di obbligare ad amare, perché la vita non è la tua. Su questo punto (ovvero l’amica arrogante) ho da raccontarvi di Gisella.

La mia carissima amica Sandra si era lasciata, dopo anni di fidanzamento, di vicinanza, un amore con delle crepe oramai irreparabili, si lasciano, dò conforto, chiedo spiegazioni, tento di capire, dispenso consigli ma niente, alchè alzo le mani e mi arrendo. Nel mentre di tutto ciò la famosa “Gisella” incomincia ad aggredire con una ferocia inaudita la nuova partner di Sandra, scaricandole addosso colpe, nominandola con i peggio nomi possibili e accusandola della rottura. Ecco, non lo tollero, ritengo questo comportamento fuori luogo è davvero di una bassezza incredibile… soprattutto a cosa serve questo comportamento animalesco? Magari, pensava che così facendo avrebbe allontanato la new entry? Ma ben contento che non sia andato tutto secondo i suoi piani.

Nel caso di una rottura PUOI SOLO CONSOLARE E FAR RAGIONARE, nulla più, puoi evitare di non creare altro astio inutile, ma di sicuro, quello che non devi fare e generare altra violenza. La storia di Sandra prosegue, nonostante alti e bassi con la sua nuova partner. Nel frattempo mi lego parecchio a questa ragazza, la new entry “a mio parere speciale”. Io le ho vissute fin dall’inizio, andando magari contro a tante critiche inutili. Io credo in loro, e le vivo tutt’ora con estrema semplicità da “amico”. Mi piace ascoltarle e aiutarle nei momenti di sconforto quando magari qualcosa non va, ed è proprio quando credo in un amore che non mi arrendo.

Dire ti lascio è semplice, ma ne siete davvero sicuri? Davvero alla prima discussione dite il famoso ti lascio? La fine di un amore è peggio di un lutto, perché quando una persona muore vuoi o non vuoi te ne fai una ragione, ma la fine di un amore è peggio, perché l’altra persona esiste ancora e saperla nelle braccia di qualcun’altro è davvero terribile e straziante.

E’ proprio perché credo in questo amore che non mi sono dato pace alla prima rottura, ore al telefono a confortare, ad abbracciare questa amicizia,  perché lasciarla sfuggire perché? L’importante comunque ed essere riuscito a farle rinsavire entrambe… mi piace ricevere queste soddisfazioni , vorrà dire che non racconto stronzate, qualcuno mi ascolta.  Viva l’amore sempre e comunque. Poi ci sono quelle persone che incitano, aizzano la fine di un amore… “ma i cazzi vostri mai?” Magari sono invidiosi di quello che non hanno avuto dall’amore, magari perché vivono una storia finta, insomma ci sono una marea di esempi ma mi voglio fermare qua.

Così vuoi o non vuoi, sono stato apostrofato Dott. Stranamore, ben felice di questo appellativo, perché l’importante è fare qualcosa per gli amici… poi lascio dire di me quello che si ha voglia, stratega, opportunista, bastardo, stronzo, infame… scusate ma io sono per l’amore sto con l’amore e lo sarò sempre.

“Nell’amore non esistono regole. Possiamo tentare di seguire i manuali, di controllare il cuore, di avere una strategia di comportamento. Ma sono tutte cose insignificanti: decide il cuore. E quanto decide è ciò che conta. Lo abbiamo provato tutti nella vita. In qualche momento tutti abbiamo esclamato fra le lacrime: “sto soffrendo per un amore per cui non vale la pena”. Soffriamo perché pensiamo di dare più di quanto riceviamo. Soffriamo perché non riusciamo ad imporre le nostre regole. Soffriamo inutilmente, perché il seme della nostra crescita sta proprio nell’amore. Quanto più amiamo, tanto più siamo vicini

all’esperienza spirituale. I veri illuminati erano pieni di gioia, perché chi ama riesce a vincere il mondo, non ha paura di perdere nulla. Il vero amore è una atto di totale abbandono.”