#IlCaldoDaAllaTesta


Estate: i capelli sono più leggeri. La pelle è più scura. L’acqua è più calda. Le bibite sono più fredde. La musica è più forte. Le notti si allungano. La vita migliora. Ma la gente rompe di più i coglioni.”

È ufficialmente iniziata l’estate, quest’anno il tempo è balengo, nemmeno lui sa quello che deve fare, un giorno ci sono i pinguini e il giorno dopo ti ritrovi catapultato in quel clima che è una via di mezzo tra Amazonia e Sahara. Ha rotto tre quarti di minchia… cazzarola, deciditi! Perché non puoi svegliarti con il sole, vestirti leggero se poi il pomeriggio immancabilmente deve grandinare come se non ci fosse un domani, che poi… grandine grossa come sassi, cazzo è? L’apocalisse di San Giovanni? Questo voleva essere un breve riassunto di quella che è l’estate 2016.calippo

 Dio mio come odioH l’afa  di Milano, ti si appiccica addosso come fosse miele, non puoi deambulare liberamente perché ogni movimento favorisce la sudorazione del tuo corpo, allora tutto diventa un rallenty una “moviola” alla Fantozzi. Io posso ritenermi molto fortunato, perché grazie a Dio ho il dono del Ph dolce/miele, potrei sudare nella maniera più improbabile, ma mai e dico MAI puzzerò. Ahimè non tutti sono così fortunati, diciamo che l’estate non favorisce queste persone. Sono pecorini ambulanti, li trovi sull’autobus, in metrò, al supermercato, al lavoro, dietro l’angolo, sono ovunque! Purtroppo “l’arte” del lavarsi per molti rimane una materia oscura, un qualcosa di enigmatico, come l’acqua benedetta sul demonio. Non smetterò mai di ripetere che il profumo, anche se fosse il più delizioso del mondo, non servirebbe a nulla senza prima detergere, perciò ricordate: prima l’acqua, poi il profumo. Odio il caldo in generale. In estate a Milano odio soprattutto la canotta, l’ascella pelosa e sudaticcia, quella che odora di cipollotto misto scalogno, quel fetore che riesce a bruciare il setto nasale, porca troia *L A V A T E V I*

Molte persone con l’arrivo dell’arsura Milanese impazziscono letteralmente, non che durante il resto dell’anno sia diverso, ma diciamo che l’estate esalta i disagiati mentali. La gente impazzisce, urla, si uccide, vede la madonna e lo spirito santo. Il caldo favorisce l’arte della negromanzia e più mi guardo intorno più vedo pazienti degni di essere ospitati all’Asilum. Cammini per strada, sei felice perché probabilmente oggi avrai una gioia, vedi in lontananza una ragazza che sembra essere una tua amica, allora gaudiosamente saltelli da lei, la saluti “Tesoro come stai?” Questa si blocca, sgrana gli occhi, incomincia a squadrarti dalla testa ai piedi, schifata ti lancia un’occhiata malefica e scappa. Sei in fila dal salumiere, aspetti il tuo turno con il numero in mano, tocca a te, ma ti passa davanti un buzzurro (che io appello come “Zingaro Italiano”) e con fare spocchioso dice “Servi me, servi me.” In questo caso le cose sono due: la prima potrebbe essere quella di prendere una bottiglia, spaccarla e colpirlo per poi arrivargliela in testa selvaggiamente; la seconda invece (più ragionevole) consiste nel mordere una bestemmia tra le labbra, augurargli di bere un calice di Cicuta e sorvolare. Poi il caldo ti fa vedere cose che non esistono, sentire voci nella testa, insomma è un vero pericolo e pochi rimangono illesi.zingaro-italia5

Ogni giorno, da Giugno fino a Settembre, è tutto un “Hai prenotato le ferie?”, “Io sto per partire, tu lavori?”, “OddioH ancora qua?” e cosi via… insomma una continua sfida con quello che dovrebbe essere il tuo self-control. Davvero ragazzi, moltissime volte mi assale quella voglia di saltare al di là del banco per prendere a cazzotti i clienti, veramente tediosi, sfacciati, simpatici come tre dita nel culo… Ecco a tutti questi auguro un severissimo Fisting anale, una gang-bang di MONSTER COCK, e credetemi sono stato delicatissimo. Dove sono finiti il rispetto, l’educazione, il saper tacere? Tutte qualità ormai perdute. Io giuro su Gemma Galgani che non vedo l’ora arrivi il mio momento, le mie ferie: quel giorno alzerò il braccio e sfodererò il mio splendente medio. Ne ho proprio bisogno, troppo stress accumulato… Oppure sarà l’ovulazione? Chissà.

Poi le persone partono, ma non di quelle che non te ne può fregare una cippa, partono quelle che sai ti mancheranno, quelle persone con cui hai condiviso chiacchierate lunghissime, quelle che “Parla pure che ascolto”, parte quell’amico che sul terrazzo ha saputo apprezzare il tuo Gin Tonic al rosmarino, quello che hai volutamente tentato di far ingrassare perché ti sembrava troppo “secco”, parte quell’amico che non sai se mai tornerà, quello sconosciuto che ha passato le avventure di 50 Sfumature di “Gigio”.alcohol

Ecco odio l’estate, non sono capace di regalare addii, preferisco sempre un “arrivederci amico”… tanto poi arriva settembre, il clima si raffredda e il mio forno potrà sfornare ancora lasagne e PASTA DECISAMENTE ASCIUTTA. Speriamo che il clima continui su questa onda, magari con qualche momentino in più di fresco, niente pioggia per le serate a venire e tanti, tantissimi Japanese Ice Tea.


Capisci di aver veramente caldo quando lasci penzolare il piede fuori dal letto, fregandotene del mostro che te lo potrebbe mangiare”

#O-ti-lavi-o-ti-levi


“Non lavarti, arrivo!”
(Messaggio che Napoleone Bonaparte, impegnato nella campagna d’Egitto, inviò alla moglie Joséphine quindici giorni prima della sua partenza)006

Se mi dovessero chiedere, a che cosa non sarei disposto a rinunciare al mattino? Beh sarebbe estremamente semplice, LA DOCCIA. Tendenzialmente, la mia sveglia suona sempre verso le 6:30, già per me quell’ora rappresenta la morte, “troppo presto” per il sottoscritto. Mi sento veramente rincoglionito, gli occhi faticano ad aprirsi, i passi sono fiacchi, svogliati come un Bradipo, ecco, l’unica cosa che può farmi rinascere dall’oltretomba è buttarmi sotto i fiotti di acqua bollente che hanno il potere di risvegliarmi da un letargo dolce e ovattato. Ma non è solo per l’effetto scossa, principalmente per un fattore di igiene e pulizia, anche perché una cosa che detesto con tutto me stesso, sono quelle persone che non si lavano, che non si curano, che non hanno rispetto per le altre persone, poiché, si tratta solo di buonsenso. Immaginatevi per un nanosecondo di vedervi nell’ora di punta in metrò, stipati nei vagoni, come della vacche indiane e quello davanti a voi alza il braccio per aggrapparsi alla sbarra, in quel preciso instante vi avvolge una nuvola che odora di cipolla, aglio, kebab e quant’altro, vorrei vedere la vostra reazione. Il vostro sguardo… adorerei vedere il vostro occhio diventare rosso mentre incomincia a lacrimare come se aveste tagliato 30 cipolle Vernina di Firenze. Se devo essere onesto, un giorno si e un giorno no la scena appena descritta si ripresenta puntualmente, chiaro, non proprio sempre identica, non sempre lo stesso luogo, ovviamente sfumature e colori variano.metropolitana-affollata

Esiste un autobus, una linea di trasporti, che più che linea, la chiamerei barca di Caronte, la famigerata 91. Dovete sapere che codesto bus è il più gettonato, quello in “voga”, molto probabilmente per il fatto che circumnaviga tutta la città, ha mille collegamenti disponibili in “poco” tempo. Una delle molte pecche di questa graziosa linea e che è sempre (e pongo l’accento su sempre) stracolma di persone. Rosanderi con i loro ingombranti cartoni di rose, dolcissimi Pakistani con appresso i loro cestini di carciofi odorosi, da vendere al mercato nero, Cinesini intenti a trangugiarsi mille leccornie orientali, clochard molto poco igienizzati con i crostoni in testa. Poi ci sono loro i “cipollini ambulanti”, si proprio cosi, sono gli insospettabili, coloro che passano inosservati, forse i peggiori, perché, se mentre quelli che ho appena descritto hanno tutti delle peculiarità abbastanza “in vista”, gli insospettabili no. Sono tutti ben vestiti, potrebbero essere i classici banchieri, impiegati comunali e topi di biblioteca.

Commuter Standing by Man's Wet Armpit on Train

Lui, di fianco a te, tutto ben vestito, pantalone, camicia, giacca e scarpettine all’inglese, unica pecca? Il fetore di cadaverina. Alle otto del mattino non accetto l’odore di ascella, di sporco, di non pulito, perché potrai fare il lavoro più decoroso/merdoso di questa terra, ma se appena alzi il tuo braccio devi fare svenire tutti i passeggeri, facendo partire un onda d’urto che termina in piazza del duomo, anche no! Impariamo a lavarci. Posso capire la sera dopo una giornata intensa di lavoro, perché si sa, uno lavora, corre disfa e fa, perciò ci potrebbe anche stare “e sono magnanime”… ma al mattino no, perché vuol dire alzarsi, non mettere nemmeno l’alluce in bagno e uscire di casa.

Fortunatamente la diabolica 91, grazie a dio, non mi capita spesso di prenderla, ma quando ci salgo mi armo di tutto il necessario per “sopperire” il tragitto. Sta per arrivare la bella stagione, le temperature incominciano ad aumentare, insomma la “primavera”. Mi è simpatica questa stagione, perché ci si mette pure lei, e come ben sapete io lavoro a stretto contatto con il cliente… vi voglio portare qualche caso per farvi comprendere meglio il disagio che dilaga tra la gente. La cosa bella, che se l’inverno nasconde gli “odori”, questa affettuosa stagione, no! Incomincia pian piano a farli esaltare, a scovare i Lordi inside, cosi ogni primavera che arriva, mi ricorda sfacciatamente a cosa andrò incontro, ovvero: donne visibilmente in carne con canotte di tre taglie più piccole, ascelle umide con pelurie che ci si potrebbe fare una parrucca degna di Maria Antonietta, uomini bagnati fradici di sudore, foulard arrotolati e appoggiati sul coppino grasso pensando in qualche beneficio divino, tutto ciò ovviamente accompagnato da fetori incomprensibili, che spaziano dalla cipolla di tropea al cassonetto dell’umido. Io a oggi, ancora non riesco a capire la ragione di questa noncuranza, mi chiedo, “ma cazzo siete consapevoli di essere in un negozio? Siete a conoscenza del fatto che esiste altra vita intorno a voi?”, boh, sinceramente penso che trovino piacere nel far svenire le persone per il loro puzzo immondo.profumo-ascelle-puzza

Poi che altro? Gli amici, i colleghi, i parenti, ovunque ti giri troverai sempre qualcuno che saprà stupirti, magari con qualche affermazione, magari con un gesto oppure con il naso. Ricordo benissimo un mio caro collega, un giorno si stava parlando del più e del meno, non ricordo di preciso come arrivammo a parlare di “defecazione” fatto sta che io dissi, “ah, io quando vado a cagare non esco dal bagno se non mi faccio un bidè.” Lui mi guardò stupito e disse “il bidè? Naaah io il bidè l’ho faccio solo quando devo lavarmi di fretta, cioè io cago, mi pulisco con la carta e me ne vò”. Oppure un’amica che in agosto (con 6000 gradi) rilasciò al sottoscritto questa dichiarazione “no, no, no, io mi faccio la doccia una due volte alla settimana, che poi sei pazzo, cioè io mi faccio le lampade, se dovessi farmi la doccia ogni giorno ritornerei bianca, bianca, poi ovvio gli altri giorni mi lavo a pezzi.” Io quando mi sentii dire sta stronzata, ribaltai sul muro in preda ad ‘attacchi epilettici, detto a uno come me, che in estate si lava si e no, tre volte al giorno, ma per cortesia! E del capo? Cioè ne possiamo parlare? Provate a stare 9 ore con di fianco a uno che espande nell’aria un tanfo di minestrone misto “Mmmerda”, parliamoneee. Perciò vedete carissimi amici miei, siamo contornati da persone che non si lavano, che puzzano, che non sanno minimamente cosa sia l’arte del lavarsi, sono cassonetti ambulanti. Sogno persone pulite, vestiti che sappiano di Coccolino e ascelle umili. Chiedo troppo? AMEN.

“Chi si addormenta col culo che prude
si sveglia col dito che puzza…”