#stuprami-i-capelli-minchione


Una volta al mese mi concedo un appuntamento fisso con il coiffeur della situazione, ebbene dopo cinque anni a Milano ancora ad oggi non ho un parrucchiere di fiducia, ogni qual volta sono sempre le solite calende greche che prevedono le solite trafile , in che zona di Milano cercare, salone di bellezza privato oppure un franchising? italiano oppure il famigerato CINESE??? Le ho provate tutte e sinceramente sono tremendamente deluso. Sapete dov’è la stranezza? Milano è una città che ha un numero illimitato di negozi e non capisco come mai sia così difficile trovare un parrucchiere “dignitoso”. Dovete sapere, che “se volete” andare sul sicuro, trovate chi vi acconcia le vostre fluenti chiome, ma dovete mettete bene in considerazione anche il prezzo, che sicuramente sarà salatissimo.2536610089_c3de0fd166

Diciamo che la mia primissima esperienza risale tipo a quattro anni fa, all’epoca avevo i capelli rasati, di conseguenza mi serviva il parrucchiere solamente per dare una passata veloce con la macchinetta, faccio una piccola ricerca e riesco a trovare questo “parrucchiere”. Una volta entrato noto subito l’ambiente pacchiano, polvere, disordine e decido di dargli una possibilità. Mi accomodo su questo sofà tremendamente vecchio, (il padrone lo vanta un pezzo vintage) che personalmente più che vintage mi sembrava un divano salvato dall’ AMSA. Arriva così il mio turno, mi lava i capelli, molto velocemente, mi prepara per il taglio e inizia. Il risultato? Una bella rasatura. Il tizio mi guarda, inizia a parlare intortandomi bene, mi propina questo set per la caduta dei capelli, che a dir suo “pensavo in quel periodo che stessi diventando CALVO”. Interessato lo acquisto. Insomma, ragazzi tutto il servizio per la modica cifra di 97 euro, un prezzo ONESTO IL FIGLIO DI TROIA non trovate?lohany

Così succede di avere ancora bisogno di lui, del parrucchiere, dell’acconciatore, del coiffeur, perché sarete d’accordo con me che diviene una sorta di abitudine, di rito e vuoi o non vuoi si ricomincia la ricerca.   Sappiamo bene, noi uomini che possiamo per così dire “farne a meno” ma la DONNA “NO”.

Ricordo molto bene la storia di Agape. Lei era una persona molto cara a me, dai capelli lunghissimi che toccavano i glutei, dal riccio stretto stretto, ma così definito che sembrava davvero disegnato con la china. Il suo colore era a dir poco splendido, un nero mediterraneo e “unico”. Dovete sapere che era una di quelle con la fissazione per i capelli, mai si sarebbe azzardata ad uscire di casa con i capelli sfatti ed era una che la sera dopo la doccia perdeva un’ ora e mezza tra i fumi dell’acqua bollente per incremare i capelli. Un pomeriggio decido di accompagnarla dal parrucchiere, la portai in questo salone, dal “nome” considerevole. Si accomodò al patibolo e disse: “TAGLIAMI SOLO LE PUNTE, MA POCO POCO, SAI TENGO MOLTO AI MIEI CAPELLI”, il boia gli fece mettere la testa in mezzo alle ginocchia, gli disse che doveva fidarsi di lui. Così fece, come lui desiderò. Un taglio netto, rapido come un giaguaro, tagliente come un rasoio, lei si ritrovo da “Federica Panicucci negli anni del Festivalbar 90” a “Raffaella Carrà in Milleluci”. Ora immaginatevi la scena. Nel salone riecheggiò un sonoro bestemmione, tanto forte che fece tremare le vetrine ed io seduto sul divanetto con in mano la rivista di Vogue, e la bocca tanto spalancata che avrei potuto essere scambiato per porta oggetti, in poche parole il circo. Vi risparmio i dettagli e le scuse penose del parrucchiere in questione, che poi oltre il danno anche la beffa, si perché ovviamente gli fu presentato un conto da 135€, io so solo che Agape tanto che era traumatizzata andò a sbattere la testa sulla porta scorrevole.la-nonnabacchettona-vs-i-generatori-di-ansia-L-nSrqiG

Per una donna il parrucchiere può essere il suo miglior amico ma può tramutarsi anche nel demonio più malefico del mondo. Potrebbe stravolgere la vita di una persona tanto da recluderla in casa, può essere causa di pianti, risulta bellezza ma anche disgusto, ti trasforma da Esmeralda a Quasimodo e tutto in un taglio di forbice. Povera Agape, passo mesi e mesi senza uscire di casa, perciò ATTENZIONE AI GRANDI NOMI.2349c96d3ebce5ed2de5ec0d5df56e63

Poi esistono loro, i famigerati Cinesi della porta accanto. A Milano ne è pieno ve ne sono a bizzeffe, giri l’angolo e ti ritrovi acconciature Shao-li, vai oltre, fai 100 mt e vedi un’insegna luminosa PARRUCCHIERE PENG-LAI insomma, crescono come funghi questi negozi tutti gialli, che poi, io personalmente conosco persone che ci sono state, le stesse che si sono sentite trattate come cosine disumanizzate, si perché secondo me loro ti vedono come banconote fumanti. Tutti ci siamo stati ammettiamolo, per comodità vuoi che sei di fretta oppure non hai voglia di spendere troppo, dai nostri amichetti tutti gialli si fa tutto per 8 Euro. Ma non mi piace, e più lo dico e più ci ricasco, l’ultima volta una settimana fa. Ero di fretta avevo veramente bisogno di sistemarmi sti figa di capelli, cosi rapido rapido in pausa pranzo decido e ci vado, mi accoglie una tizia alta 1,35 che mi guarda con fare maligno, l’occhietto semi chiuso e mi invita ad accomodarmi al lavatesta, invece un altro tizio mi preme la testa, mi chiede “tloppo calda” (l’acqua raggiungeva gli 89°) dico di no, che non va bene, non mi ascolta e incomincia a scartavetrarmi la cute con quella cazzo di unghia di un metro e mezzo che hanno sul mignolo (si perché tutti i cinesi, e non ne so il motivo, hanno l’unghione del mignolo). Mi invade un odore di mandorla chimichissimo, finisce il lavaggio, mi fa alzare, e come fa una prostituta con il suo cliente mi sbatte due asciugamani in testa, colo, ma io sono forte, mi avvio alla postazione di “taglio”, il cinesino mi guarda e mi chiede “come talliare?” io ovviamente mi ero già preparato alla fatidica domanda, cosi tiro fuori il mio smartphone avvio google e faccio vedere l’immagine di come “avrei voluto” i capelli, lui sorride con quello sguardo da ebete, come se volesse dire “non ho capito un cazzo ma faccio finta di aver capito”. Incomincia a tagliare i capelli in una maniera che sinceramente non avevo mai visto prima “avanguardia pura”. Finisce il suo lavoro, mi rimetto gli occhiali, ecco mi specchio, “cazzo sono Pupo”, vado in cassa pago i miei otto Euro, esco facendo una promessa a me stesso “mai più, mai più”.tabatha-2

Diffidate, abbiate paura di questi famigerati “parrucchieri”, alla fine miei cari la sola soluzione, l’unica persona di cui potete fare affidamento sul taglio di capelli può essere solo che un’unica persona, la cara e vecchia nonna, con il suo rasoio e la sua cesoia.