#O-ti-lavi-o-ti-levi


“Non lavarti, arrivo!”
(Messaggio che Napoleone Bonaparte, impegnato nella campagna d’Egitto, inviò alla moglie Joséphine quindici giorni prima della sua partenza)006

Se mi dovessero chiedere, a che cosa non sarei disposto a rinunciare al mattino? Beh sarebbe estremamente semplice, LA DOCCIA. Tendenzialmente, la mia sveglia suona sempre verso le 6:30, già per me quell’ora rappresenta la morte, “troppo presto” per il sottoscritto. Mi sento veramente rincoglionito, gli occhi faticano ad aprirsi, i passi sono fiacchi, svogliati come un Bradipo, ecco, l’unica cosa che può farmi rinascere dall’oltretomba è buttarmi sotto i fiotti di acqua bollente che hanno il potere di risvegliarmi da un letargo dolce e ovattato. Ma non è solo per l’effetto scossa, principalmente per un fattore di igiene e pulizia, anche perché una cosa che detesto con tutto me stesso, sono quelle persone che non si lavano, che non si curano, che non hanno rispetto per le altre persone, poiché, si tratta solo di buonsenso. Immaginatevi per un nanosecondo di vedervi nell’ora di punta in metrò, stipati nei vagoni, come della vacche indiane e quello davanti a voi alza il braccio per aggrapparsi alla sbarra, in quel preciso instante vi avvolge una nuvola che odora di cipolla, aglio, kebab e quant’altro, vorrei vedere la vostra reazione. Il vostro sguardo… adorerei vedere il vostro occhio diventare rosso mentre incomincia a lacrimare come se aveste tagliato 30 cipolle Vernina di Firenze. Se devo essere onesto, un giorno si e un giorno no la scena appena descritta si ripresenta puntualmente, chiaro, non proprio sempre identica, non sempre lo stesso luogo, ovviamente sfumature e colori variano.metropolitana-affollata

Esiste un autobus, una linea di trasporti, che più che linea, la chiamerei barca di Caronte, la famigerata 91. Dovete sapere che codesto bus è il più gettonato, quello in “voga”, molto probabilmente per il fatto che circumnaviga tutta la città, ha mille collegamenti disponibili in “poco” tempo. Una delle molte pecche di questa graziosa linea e che è sempre (e pongo l’accento su sempre) stracolma di persone. Rosanderi con i loro ingombranti cartoni di rose, dolcissimi Pakistani con appresso i loro cestini di carciofi odorosi, da vendere al mercato nero, Cinesini intenti a trangugiarsi mille leccornie orientali, clochard molto poco igienizzati con i crostoni in testa. Poi ci sono loro i “cipollini ambulanti”, si proprio cosi, sono gli insospettabili, coloro che passano inosservati, forse i peggiori, perché, se mentre quelli che ho appena descritto hanno tutti delle peculiarità abbastanza “in vista”, gli insospettabili no. Sono tutti ben vestiti, potrebbero essere i classici banchieri, impiegati comunali e topi di biblioteca.

Commuter Standing by Man's Wet Armpit on Train

Lui, di fianco a te, tutto ben vestito, pantalone, camicia, giacca e scarpettine all’inglese, unica pecca? Il fetore di cadaverina. Alle otto del mattino non accetto l’odore di ascella, di sporco, di non pulito, perché potrai fare il lavoro più decoroso/merdoso di questa terra, ma se appena alzi il tuo braccio devi fare svenire tutti i passeggeri, facendo partire un onda d’urto che termina in piazza del duomo, anche no! Impariamo a lavarci. Posso capire la sera dopo una giornata intensa di lavoro, perché si sa, uno lavora, corre disfa e fa, perciò ci potrebbe anche stare “e sono magnanime”… ma al mattino no, perché vuol dire alzarsi, non mettere nemmeno l’alluce in bagno e uscire di casa.

Fortunatamente la diabolica 91, grazie a dio, non mi capita spesso di prenderla, ma quando ci salgo mi armo di tutto il necessario per “sopperire” il tragitto. Sta per arrivare la bella stagione, le temperature incominciano ad aumentare, insomma la “primavera”. Mi è simpatica questa stagione, perché ci si mette pure lei, e come ben sapete io lavoro a stretto contatto con il cliente… vi voglio portare qualche caso per farvi comprendere meglio il disagio che dilaga tra la gente. La cosa bella, che se l’inverno nasconde gli “odori”, questa affettuosa stagione, no! Incomincia pian piano a farli esaltare, a scovare i Lordi inside, cosi ogni primavera che arriva, mi ricorda sfacciatamente a cosa andrò incontro, ovvero: donne visibilmente in carne con canotte di tre taglie più piccole, ascelle umide con pelurie che ci si potrebbe fare una parrucca degna di Maria Antonietta, uomini bagnati fradici di sudore, foulard arrotolati e appoggiati sul coppino grasso pensando in qualche beneficio divino, tutto ciò ovviamente accompagnato da fetori incomprensibili, che spaziano dalla cipolla di tropea al cassonetto dell’umido. Io a oggi, ancora non riesco a capire la ragione di questa noncuranza, mi chiedo, “ma cazzo siete consapevoli di essere in un negozio? Siete a conoscenza del fatto che esiste altra vita intorno a voi?”, boh, sinceramente penso che trovino piacere nel far svenire le persone per il loro puzzo immondo.profumo-ascelle-puzza

Poi che altro? Gli amici, i colleghi, i parenti, ovunque ti giri troverai sempre qualcuno che saprà stupirti, magari con qualche affermazione, magari con un gesto oppure con il naso. Ricordo benissimo un mio caro collega, un giorno si stava parlando del più e del meno, non ricordo di preciso come arrivammo a parlare di “defecazione” fatto sta che io dissi, “ah, io quando vado a cagare non esco dal bagno se non mi faccio un bidè.” Lui mi guardò stupito e disse “il bidè? Naaah io il bidè l’ho faccio solo quando devo lavarmi di fretta, cioè io cago, mi pulisco con la carta e me ne vò”. Oppure un’amica che in agosto (con 6000 gradi) rilasciò al sottoscritto questa dichiarazione “no, no, no, io mi faccio la doccia una due volte alla settimana, che poi sei pazzo, cioè io mi faccio le lampade, se dovessi farmi la doccia ogni giorno ritornerei bianca, bianca, poi ovvio gli altri giorni mi lavo a pezzi.” Io quando mi sentii dire sta stronzata, ribaltai sul muro in preda ad ‘attacchi epilettici, detto a uno come me, che in estate si lava si e no, tre volte al giorno, ma per cortesia! E del capo? Cioè ne possiamo parlare? Provate a stare 9 ore con di fianco a uno che espande nell’aria un tanfo di minestrone misto “Mmmerda”, parliamoneee. Perciò vedete carissimi amici miei, siamo contornati da persone che non si lavano, che puzzano, che non sanno minimamente cosa sia l’arte del lavarsi, sono cassonetti ambulanti. Sogno persone pulite, vestiti che sappiano di Coccolino e ascelle umili. Chiedo troppo? AMEN.

“Chi si addormenta col culo che prude
si sveglia col dito che puzza…”

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3 thoughts on “#O-ti-lavi-o-ti-levi

  1. eh ma che schifo! uè maronna! un po che non prendo i mezzi e sta cosa ll’avevo rimossa… ma quanto è vero pero…….. mado! ma perchè non si lavano…?
    pero a volte è un problema di pelle eh… magari si son lavati ma poi sudano… boh!

  2. vedi a cosa va incontro un povero, santo, beato, martoriato “pendolare”? Questa è la realtà dei fatti, vorrei poterti invitare con me un mattino, per farti constatare con tutto il tuo spirito.

    • oh ma hai commentato, ma non rispondendo al mio commento, quindi non l’avevo visto. ora ero venuta a leggere se avevi scritto post ed ho letto!
      lassa sta che ho girato pure io pendolando! maro! ora quindi grazie tante tante per la gentilezza di verità dei fatti, ma mi fido ciecamente delle tue parole! 😀

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