#cattiveria? a palate!


Se ci fosse nel mondo un numero più cospicuo di persone che desiderano la propria felicità più di quanto desiderino l’infelicità altrui, potremmo avere il paradiso nel giro di qualche anno.

(Bertrand Russell)

Alle volte rimango basito dalla cattiveria che viene dispensata gratuitamente, così, giusto per nuocere come un pacchetto di sigarette , magari perché si era amici e si sono vissute esperienze che, ahimè, non ci saranno più. Magari perché si era ex, oppure perché le vostre strade si sono divise per una serie di motivi. Ma oggi giorno è più facile parlare male delle persone piuttosto di vedere il COSIDDETTO “lato buono”, la malignità ad ogni modo è un “intramontabile”, diciamo che è sempre nella top ten dei nostri pensieri, insomma, un evergreen.

Questa settimana per me è stata intrisa di racconti cattivi. Avete presente quel tipo di storie che, quando le sentite, comincia a venirvi la pelle d’oca, l’occhio vitreo , il tremore da crisi isterica? E poi finite per lasciarvi sfuggire un “DIO SE L’AVESSI TRA LE MANI”. A chi non succede? Perché ok, va bene tutto, ma ridere delle disgrazie altrui e davvero di pessimo gusto, “perché se pensi di essere simpatico e “brillante” ti sbagli caro mio. Perché vedi alla fine ti diverte fare il supremo di “STAMINCHIA” ma guarda bene la tua vita, perché secondo il mio modesto parere e costellata di merda”. Di elementi del genere ne siamo pieni, ci volano sopra come neri avvoltoi, che non aspettano altro che un nostro momento di debolezza per attaccarci; ecco dobbiamo farci scudo, dobbiamo essere in grado di riconoscere questa “gentaglia” ricordatevi sempre che sono lupi vestiti da agnelli.

Cosi, un giorno, Franco si sveglia, saluta Davide il suo compagno ed esce di casa per andare al lavoro. La mattinata per lui prosegue nella normalità, tra scartoffie da compilare e moduli da registrare. Poi… il lunedì, a chi mai è piaciuto il lunedì come giorno? “che giorno di merda”. Arriva la pausa caffè e Franco ne approfitta per fare un colpo di telefono a Davide; parlano del più e del meno, cosi decidono di vedersi in pausa pranzo a casa insieme. Franco arriva a casa apre la porta, entra, e di Davide nemmeno l’ombra, controlla in giro, e piano piano si accorge che mancano i suoi effetti personali: vestiti, fotografie, pc, e soprattutto manca la reliquia della madonna di David Lachapelle E’ palese che se n’è andato, sparito, evaporato, puff…(*COME NEI FILM). Immaginate la disperazione di Franco… due anni d’amore nei quali lui ha creduto, progetti, stravolgimenti di vita, in programma una città nuova, l’amata “Londra”. Aveva abbandonato tutto e tutti per lui: i suoi amici, la sua vita personale, tutto sacrificato per Davide. Da lì e per i successivi giorni che sarebbero seguiti Franco, da bravo Stalker, invia a Davide tutta una serie di lettere, e-mail, mms, fax, cartoline, avvisi minacciosi ecc ecc.. , ovviamente di Davide si persero le tracce, se nonché un giorno arriva un messaggio ad un nostro amico in comune da parte di Davide, (non vi riporto il messaggio perché sarebbe davvero troppo lungo e pesante), vi basti pensare che ha smontato letteralmente Franco pezzo a pezzo, “DEMOLITO” “UMILIATO. In questo messaggio Davide esprimeva quello che in realtà è: un “cucciolo di cattiveria pura”. sostiene di non averlo mai amato, di averlo usato, che gli era comodo per finire la tesi di laurea, che lo odiava, di aver passato due anni di mero inferno. Come definireste una persona cosi? Sareste mai in grado voi di fingere per ben “due anni”? Chiaramente non proseguo descrivendo lo stato in cui versa il povero Franco.

La cattiveria non ha limiti è fusa con la vita stessa, caderci e un attimo uscirne e difficile, dico questo perché? Perché quando ci capita qualcosa di brutto “c’è sempre la cicciona che gode come una vacca da monta”, e davvero non esiste cosa più triste di questo. Pensate che a poco del misfatto Franco riceve una bella telefonata da parte di un suo vecchio amico, questo presunto amico nella telefona esprime la sua delizia per quello che è successo ripetendo a Franco “quante volte te l’ho detto” “non mi hai mai voluto ascoltare” “troverà sicuramente qualcuno meglio di te”, Ora fossi stato io lo sarei andato a prendere e lo avrei pompato come una mongolfiera (lo è già), avrei preso una segnalazione, ma almeno avrei soddisfatto le mie ire. Sei ignobile, disgustoso, fetido. “Figa non ti fai schifo quando ti guardi allo specchio?”. Concludo dicendo che la migliore arma contro questi feticci è solo una L’INDIFFERENZA COMBINATA ALLA PAZIENZA.. del resto il tempo saprà ripagare.

Non ho paura della cattiveria dei malvagi ma del silenzio degli onesti.
(Martin Luther King)

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